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VERCELLI, PARASTATO E RISAIOLI

  • Immagine del redattore: gil borz
    gil borz
  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Un'amica domanda se vi sia per caso un virus in città che limita le possibilità di crescita. Temo che la risposta non riguardi la medicina ma l'atavica paura di assumere rischi unita alla disapprovazione sociale per i fallimenti caratteristica del cattolicesimo in misura strordinariamente superiore rispetto ad altre confessioni che considerano il fallimento tra le possibilità esistenziali che ci aiutano a migliorare.

Certo è che la città sembra essere aggrapata al lavoro pubblico e al parastato, di impresa privata se ne vede poca al netto del commercio al minuto sempre più composto e proposto da nuovi entranti.

Sul fronte agricolo i risaioli non passeranno alla storia per larghe vedute sociali, si pensi al valore attribuito al lavoro delle mondine, né in qualità di filantropi che alla città hanno donato istituzioni di rilievo o caritatevoli opere per i bisognosi.

Ci si deve solo augurare che le nuove generazioni piuttosto che migrare vedano nella forma e nella struttura urbana un valore sul quale costruire e progettare, magari con il supporto della tecnologia recente, avendo il desiderio di sperimentare, di rischiare, magari anche con il rischio di fallire e poi ricominciare perché se non si accetta quel rischio non si accetta il gioco della vita.

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